L'ultima notte di Francesco Pasqual

 L' ultima notte

Inermi, soli e spaventati
solo su queste deboli radici
s’è eretto il vanto dei carnefici
Un solo castello di sabbia
per vincitori e vinti
per la banalità e il rifiuto
False parole spese per vere
e idee vere recise come false,
nulla di più nulla di meno
Una corda tesa tra luci sepolte
sguardi schiusi nella notte senz’ali
e corridoi sempre più angusti
Quale il cimento per la certezza?
Quale rifugio sui confini della verità?
e quale per tutti il volto della libertà?
Noi anime del nudo sentimento
tacciati come eretici dell’amore
non grideremo solamente un perché
ma alzeremo le mani dal peso al cielo
abbracciando l’azzurro di ogni innocente
e useremo libagioni su ogni terra
che nutra l’assurdo fiore del silenzio.



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